martedì 4 luglio 2017

RECENSIONE de Ti amerò per sempre di Lisa Kleypas

Buona sera, bloggers e lettori! Torno da una binge-reading della Kleypas e l'unica cosa che posso dirvi è che non mi ha convinto molto questo romanzo. Mi aspettavo di più... e cavoli se le mie aspettative erano alte, visto che gran parte delle mie amiche blogger la adora. Per me questo romanzo è un grande NI.

PREMESSA
Amata in tutto il mondo, oserei dire specialmente in Italia, i romanzi storici della Kleypas attirano nuove lettrici continuamente. E, essendo stufa di rischiare spoiler, ho deciso di provare a leggere un suo libro. Meh. Non posso dire che mi abbia entusiasmato al massimo, è carino, questo lo ammetto ma non è niente di stravolgente e iper coinvolgente, per i miei gusti.

TRAMA (da Goodreads)
Grant Morgan, celebre investigatore di polizia, riconosce immediatamente la donna che viene ripescata dal Tamigi priva di sensi. E' Vivien Rose Duvall, la più nota cortigiana di Londra. La donna che lo ha rifiutato. Un po' per vendetta ed un po' per scoprire chi voleva ucciderla, Grant decide di portarla a casa sua. Ma al risveglio, Vivien non ricorda nulla del proprio passato. Delicata e vulnerabile, si rivela ben diversa da come Grant la ricordava...

RECENSIONE
Grant Morgan è un agente di Bow Street tutto d'un pezzo, ama svolgere il suo lavoro, è duro e cruento quanto basta perché le sue avventure vengano trasposte in romanzetti dell'epoca. Visto che siamo nel 1800, presumo che i romanzetti di cui si parli siano i feuilleton, che circolavano specialmente tra gli strati più bassi della società. La Londra che ci viene presentata è una Londra oscura, cattiva, violenta, che nasconde pericoli e insidie di ogni genere sotto la bella facciata perbenista. E' in questo contesto che Gran salva dalle gelide acque del Tamigi la bellissima e antipatica Vivien Duvall. Vivien Duvall è conosciuta in tutta l'Inghilterra come la prostituta più ricca e sfacciata, una donna che non esita a sfruttare e a gettare sul lastrico l'uomo di cui diventa l'amante e a trovare nuovi protettori che le permettano di vivere una vita agiata senza lavorare. Il problema è che la donna che viene ripescata dal fiume somiglia esteticamente alla Duvall, ma non è lei. Nonostante questo sia chiaro ai lettori, Grant, testardo, è deciso a dimostrare che la donna sta fingendo di essere un'altra, che non ha la cultura di cui si ricorda e che in realtù è una poco di buono. Sebbene abbia avuto chiari indizi per tutto lo sviluppo del romanzo, Grant si accorge solo mentre fanno sesso che lei è vergine. Ora, non odiatemi ma gli indizi c'erano... e lui era un'ottuso del cavolo a non vederli, perché troppo impegnato a dimostrare che quella era la Duvall che lo aveva rifiutato a un ballo di società. Grant Morgan è un uomo che è vissuto nella strada, sarebbe potuto diventare un criminale ma ha scelto, grazie ad un provvidenziale aiuto offertogli da un benefattore, di arruolarsi nella polizia. L'unico motivo per cui Morgan tiene la presunta Vivien in casa sua è perché vuole vendicarsi con lei per quel rifiuto, per quell'antipatia che lei ha dimostrato sin dal principio nei suoi confronti. E il bello è che dopo MAGICAMENTE si redime! Questo l'ho trovato a dir poco incredibile, perché lui per tutto il romanzo non fa altro che desiderare vendetta in ogni modo possibile e immaginabile nei confronti di Vivien Duvall.

Lo stile fluido si perde con la traduzione fatta poco bene, in cui sono presenti abbastanza refusi. Tuttavia, devo riconoscere che le atmosfere ottocentesche sono rese molto bene, la Londra ivi descritta non è fantasmagorica e irreale, ma è molto vicina alle sue descrizioni storiche, con una profusione di dettagli che servono per calare il lettore nell'ambiente e nella scena. I personaggi... Eh, non posso dire che mi siano piaciuti molto. Non ho amato l'accanimento di Grant contro Vivien Duvall, soprattutto il suo odio ingiustificato verso chiunque avesse preso la verginità perché lui non era stato il suo primo uomo, il suo atteggiamento scostante e burbero... Insomma, si sarebbe potuto rendere meglio Grant. Ho apprezzato la caratterizzazione delle sorelle. Vivian è di sicuro una perla in questo romanzo, una donna sfrontata che va contro le convenzioni sociali ottocentesche per vivere facendosi mantenere dai suoi protettori. Una donna spregiudicata che ho adorato.

Un amore, quello tra la presunta Vivian e Grant Morgan che troverà il suo lieto fine; nonostante le incertezze e i dubbi di quest'ultima. Quindi sì, tre stelline e mezza per un romanzo tutto sommato carino, ma il cui personaggio maschile potrebbe essere migliorato parecchio. Se mi chiedessero se il romanzo mi è piaciuto, per me sarebbe un ni, né sì né no. Una via di mezzo. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, di cui io sicuramente leggerò il sequel per vedere se la serie migliorerà:
"Non piangeva da anni. Nulla poteva scalfire la corazza protettiva che aveva costruito intorno al proprio cuore."
(Grant Morgan)

xoxo,
Giada

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